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La disorganizzazione alla base delle proteste

di Paolo Panerai 28/10/2020 07:15


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La disorganizzazione alla base delle proteste

Perché l'Italia è minacciata dalle proteste e perché contemporaneamente circola il terrore di essere contagiati e ogni giorno vengo ossessionatamene contati i posti in terapia intensiva che diminuiscono? Perché il governo, le regioni, i sindaci, il comitato tecnico scientifico non hanno saputo capitalizzare gli ottimi risultati del totale lockdown durato mesi.

Tutti gli altri Paesi europei non hanno dichiarato nella primavera scorsa un totale lockdown, come non lo ha fatto l'America. Quindi dire oggi, come dicono ministri, sottosegretari, governatori, che in fin dei conti a tutt’oggi l'Italia sta meglio degli altri Paesi è letteralmente un fake news. Con con il lockdown i risultati erano stati pari ai sacrifici subiti e subendi sul piano personale, sociale, economico.

L'Italia è stato l'unico Paese rilevante ad attuare come la Cina il lockdown totale. La Cina in continuità con il lockdown ha programmato e attuato provvedimenti che hanno permesso di avere oggi un Paese covid free. L'Italia no. Non sono stati incrementati i mezzi di trasporto; non sono stati differenziati gli orari di lavoro e della scuola; non sono stati puniti coloro che per mesi hanno violato le regole; si è lasciato che la movida e tutti i comportamenti fossero tornati quelli pre covid. Per non parlare di Immuni.

Un fallimento di programmazione, di organizzazione, di coordinamento. Un’incapacità di organizzare e istruire i medici di base. Una ennesima sconfitta della burocrazia. Le istituzioni hanno cominciato a pensare, non ancora a operare, quando i buoi erano già scappati dalla stalla. E Ora i buoi sono diventati tori inferociti. Quindi pericolo doppio, anzi triplo: panico da contagio, rivolte nelle strade, economia di nuovo stoppata. Chi governa il Paese deve recitare il mea culpa e scusarsi con gli italiani. (Riproduzione riservata)








 

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